26 dicembre 2021 – Santa Famiglia di Nazaret

Festa della Santa Famiglia di Nazaret

 

Se ci siamo fatti un’immagine oleografica della Santa Famiglia, il racconto di oggi la smentisce senza mezzi termini, e ci rimanda alla famiglia a cui apparteniamo con uno sguardo nuovo ed un cuore aperto.

Nessuno si sceglie i genitori e nessuno si sceglie i figli. C’è quindi un percorso da compiere per crescere e vivere bene in famiglia. Percorso di amore e di autentica santità che ogni famiglia è chiamata a compiere… lo ha dovuto affrontare anche la famiglia di Gesù. Perché di quel figlio, nato in modo straordinario, Maria e Giuseppe non sanno granché. E devono accettare di conoscerlo un po’ alla volta, passando attraverso ansie ed inquietudini. E lui, Gesù, non è rimasto nel Tempio per cattiveria… ma nello stesso tempo non può rinunciare alla sua identità e alla sua missione.

Passaggi difficili? Sicuramente! Ma anche passaggi che fanno approdare a ciò che conta: fare ognuno la sua parte, da genitori e da figli, accogliendo e realizzando il progetto di Dio. Che, inevitabilmente, è per ognuno fonte di sorpresa. Un progetto che non è scritto, da qualche parte, in un libro inaccessibile, ma che si deve scoprire, giorno dopo giorno, accettando i tempi e i modi che si presentano, gli eventi e gli indizi che ci vengono offerti.

Sbaglia, tuttavia, chi si aspetta che le parole di Gesù costituiscano il preludio ad una volontà di emancipazione dall’autorità dei genitori. L’evangelista lo dice subito dopo: «[Gesù] scese con loro e venne a Nazaret e stava loro sottomesso». Ci sono tempo diversi nella vita e nelle fede. Gesù li rispetta e ci insegna a farlo. C’è la casa di Nazaret, il luogo dell’obbedienza e della prossimità nascosta alla vita della gente, e c’è la casa del Padre, il suo progetto, la missione affidatagli, che non possono essere dimenticati. L’una e l’altra hanno le loro esigenze, ma non sono in contrasto tra loro.

Cosa si chiede ai genitori? Di fare la loro parte, con impegno e saggezza, esponendosi in prima persona e accettando di attraversare, proprio come Maria e Giuseppe, i momenti in cui non si comprende.

Va da sé che ognuno fa passare la fede che ha, quella che vive. E nessun genitore può illudersi di barare.

I figli sanno distinguere con lucidità ciò che corrisponde ad un’autentica fede personale e quanto ha invece tutti i connotati di un pedaggio pagato alla tradizione.

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