12 marzo 2017 – II Domenica di Quaresima

IL SIGNORE CI CHIAMA A SEGUIRLO
 ATTRAVERSO LA PASSIONE E LA MORTE
FINO ALLA GLORIA DELLA RISURREZIONE
TRASFIGURANDOCI CON LA SUA GRAZIA
PER RENDERCI SEMPRE PIÙ SIMILI A LUI

Domenica II di Quaresima, Anno A

Mt 17,1-9; Gen 12,l-4a; Sal 32; 2 Tim l,8b-10

di don Pino Germinario

Raffaello Sanzio, Trasfigurazione, 1518-1520, Pinacoteca Vaticana, Città del Vaticano

Raffaello Sanzio, Trasfigurazione, 1518-1520, Pinacoteca Vaticana, Città del Vaticano

Gesù aveva annunziato la sua passione, morte e risurrezione e questo aveva sconvolto i discepoli e sconvolge anche noi.

Per questo il Signore conduce i discepoli e, attraverso essi, anche noi sul monte per rivelare in anticipo la sua gloria.

Egli mostra “il traguardo” per rassicurare che il percorso, anche se sorprendente e difficile, è quello giusto.

Si ode la voce del Padre:  «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».

L’ascetica cristiana, però, non è un conquistare la gloria del Cristo con le nostre opere, ma un vivere la potenza della risurrezione del Signore operante in noi mediante il suo Spirito.

Così il cristiano è uno che continuamente muore a se stesso, ma per vivere per colui che è morto ed è risorto per lui. La sua vita si esprime pertanto in continui gesti di donazione nell’esercizio dell’amore fraterno. È questa la vita trasfigurata dalla luce del Cristo.

4Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. 5Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.
15Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. 16Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. 17Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri. (Gv 15)

Il nostro cammino quaresimale consiste nel seguire il Signore, giorno per giorno, nelle concrete situazioni della nostra vita riponendo in Lui la nostra fede anche quando la strada si fa stretta e impegnativa ben sapendo quando è grande il suo amore per noi.

E’ veramente giusto lodarti e ringraziarti,
Padre santo, Dio onnipotente ed eterno,
in ogni momento della nostra vita,
nella salute e nella malattia
nella sofferenza e nella gioia,
per Cristo tuo servo e nostro Redentore. 

Nella sua vita mortale
egli passò beneficando
e sanando tutti coloro
che erano prigionieri del male.

Ancor oggi come buon samaritano
viene accanto ad ogni uomo
piagato nel corpo e nello spirito
e versa sulle sue ferite
l’olio della consolazione
e il vino della speranza.

Per questo dono della tua grazia,
anche la notte del dolore
si apre alla luce pasquale
del tuo Figlio crocifisso e risorto. (Pref. Comune VIII)

 Nella prima lettura ci viene dato l’esempio di Abramo che, fidandosi della parola del Signore,

Farò di te una grande nazione
e ti benedirò,
renderò grande il tuo nome
e possa tu essere una benedizione.

cambiò tutta la sua vita, lasciando dietro di sé tutto quello che aveva vissuto fino a quel momento.

 Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore.

E anche nei momenti più difficili, quando tutto sembrava perduto, non perdette la sua fede e ripose sempre nel Signore la sua speranza.

 8Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza, e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: Così sarà la tua discendenza. 19Egli non vacillò nella fede, pur vedendo già come morto il proprio corpo – aveva circa cento anni – e morto il seno di Sara. 20Di fronte alla promessa di Dio non esitò per incredulità, ma si rafforzò nella fede e diede gloria a Dio, 21pienamente convinto che quanto egli aveva promesso era anche capace di portarlo a compimento. 22Ecco perché gli fu accreditato come giustizia. (Eb 4)

 Facciamo nostra la preghiera del salmo responsoriale:

Donaci, Signore, il tuo amore: in te speriamo.
L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo.

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