Lettera di don Angelo Mazzone alla comunità, per l’inizio della Quaresima

Guidati dallo Spirito nel deserto

Lettera ai parrocchiani per l’inizio della Quaresima

 Carissimi amici,

ci accingiamo ad iniziare questo tempo di penitenza e di cammino spirituale più profondo, sostenuti dalle parole forti e vere di Papa Francesco nel suo discorso per la Quaresima. Egli invita tutta la Chiesa a diffidare dei falsi profeti di oggi quali l’egoismo, la felicità effimera, l’avidità, il potere ecc.., e a vincere le seduzioni di questi con il rimedio dei “farmaci” dello spirito suggeriti proprio nel Vangelo di oggi: la preghiera, il digiuno e l’elemosina.

Viviamo un momento storico di ecclesiale molto complesso e delicato in cui sembra che i profeti siano muti o che, come riferisce la Scrittura, insieme ai sacerdoti “si aggirano per il paese e non sanno che cosa fare” (cfr. Ger 14,18). Anche la Chiesa, la cui natura profetica è inscritta nel suo carattere Battesimale insieme a quello sacerdotale e regale, appare sempre più spesso bisognosa di queste “voci” che la scuotano dal di dentro. Preferisce più le sicurezze dei “salotti buoni” e delle tradizioni (pensiamo a quelle quaresimali qui a Molfetta), piuttosto che intraprendere i sentieri impervi e inediti delle “periferie esistenziali” a cui tante volte Papa Francesco rimanda (cfr. EG 20). Le comunità ecclesiali particolari come la nostra parrocchia, oggi più che mai, devono aspirare a costituirsi come soggetto profetico più che ridursi a circoli ricreativi dallo sguardo corto in cui si annaspa in una pastorale stantia e ripetitiva, il cui frutto più maturo talvolta è soltanto il pettegolezzo.

Questo cambio di prospettiva richiede che le comunità siano anzitutto reali luoghi di ascolto della Parola di Dio: la profezia della Chiesa è connessa alla sua capacità di essere sottomessa alla Parola di Dio! Oggi dobbiamo interrogarci sui fenomeni di tecnicizzazione della vita ecclesiale, della riduzione efficientistica della pastorale e di quanto questo riduca il suo potenziale profetico. Dobbiamo chiederci se come comunità parrocchiali assomigliamo a delle macchine più che ad un corpo (cfr. 1Cor 12,27), ad aziende più che a fraternità! E se questo, a lungo andare, non ci porti a spegnere lo Spirito. Ricordiamo le parole di Paolo ai Tessalonicesi: “Non spegnete lo spirito. Non disprezzate le profezie” (Ts 5, 19-20)!

Consideriamo che lo spirito profetico delle comunità non può essere interpretato soltanto come Spirito “sovversivo”, che suscita l’inaudito, che sconvolge gli assetti esistenti, ma come spirito che è spirito di essenzialità che indica precise priorità e guida a compiere precise scelte all’interno della vita ecclesiale. E questo affinché la Chiesa possa essere “segno” (cfr. Is 8,18), qualcosa che rinvia ad Altro da sé.

Il tempo della Quaresima si palesa allora davanti a noi come lo spazio in cui riscoprire la nostra vocazione all’essere profeti e come il tempo in cui, guidati dallo Spirito come Gesù (e con Gesù) nel deserto per quaranta giorni, ascoltiamo con la mente e con il cuore le voci dei profeti di oggi; quelli autentici del nostro tempo. Questi nostri fratelli, con parresìa e forza interiore, hanno indicato, e continuano ad indicare alla Chiesa e a ciascuno di noi, le strade difficili e allo stesso tempo esaltanti del Vangelo.

Nel deserto interiore, facciamo tacere le voci dei falsi profeti che corrompono la nostra esistenza e ci illudono e ingannano.

A voi che siete la mia comunità parrocchiale faccio una proposta concreta: andiamo in pellegrinaggio spirituale, così come fisicamente ha fatto Papa Francesco, ad incontrare tre grandi profeti del nostro tempo per chiedere loro, nella preghiera, di rinvigorire la nostra vita cristiana. Incontriamo Don Primo Mazzolari, Don Lorenzo Milani e Don Tonino Bello e chiediamo al Signore un briciolo del loro Spirito profetico e osiamo anche noi come loro!

E’ dall’ascolto di questi grandi uomini che vogliamo partire quest’anno per celebrare la prossima Pasqua con l’animo rinnovato e assumere definitivamente stili di vita coerenti con le parole che pronunciamo. Quest’anno la gioia della Pasqua sarà ancora più incontenibile e si allungherà a quel 20 aprile che, come fu luminoso il pomeriggio di 25 anni fa quando moriva don Tonino, tornerà a riscaldare il nostro cuore con le Parole di Papa Francesco! Le stesse parole, dal sapore buono e vero, che ci ricorderanno e rilanceranno quelle del Vescovo degli ultimi e dei poveri; del Profeta della speranza e della pace; dell’Uomo che come tutti i veri profeti ci ha indicato Dio con la sua vita. Essa scorre ancora tra noi e la sentiamo.

Buon cammino di Quaresima a tutti!

 don Angelo, vostro parroco

14 febbraio 2018, Mercoledì delle ceneri                                       

 

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