Convivialità interculturale – MASCI Comunità di Molfetta Don Tonino Bello

 

CONVIVIALITÀ INTERCULTURALE

Nuovo incontro presso la Parrocchia Madonna della Pace

 

Domenica 1 marzo alle ore 18,00, presso la sala conferenze all’interno dei locali della Parrocchia Madonna della Pace, si è dato continuità all’attività del MASCI Comunità di Molfetta Don Tonino Bello – Madonna della Pace, che, sul prosieguo della strada percorsa sin dallo scorso anno, vede i componenti della Comunità impegnati con convinzione e determinazione sui temi dell’accoglienza ed integrazione delle comunità straniere presenti sul nostro territorio.

In tale contesto, grazie alla disponibilità di Don Angelo, che sin dall’autunno scorso, quando si è pensato di articolare una serie di incontri conviviali, ci ha ospitati presso le strutture della parrocchia, mostrando entusiasmo e sensibilità per le tematiche affrontate, nell’incontro di domenica 1 Marzo, da un primo momento di conoscenza e scambio di pensieri con le amiche/amici albanesi, georgiane, libanesi, marocchine, tunisine, dell’Africa sub sahariana, gustando tè e pasticcini tipici dei paesi di provenienza che ognuno dei partecipanti portava per la condivisione materiale, dopo l’immediato afflato empatico, si è passati ad una fase di interscambio culturale, partendo dall’abilità manuale per un ordito che denotasse le proprie radici culturali, con la creazione di lavoretti artigianali, testimonianza della tradizione popolare di ogni comunità straniera.

Il tempo è volato via, con i numerosi bambini che si dilettavano a disegnare, dando sfogo alla loro innocente fantasia e gli adulti (uomini e donne) che si confrontavano sulle varie tecniche di cucito uncinetto e lavori a mano per realizzare stoffe lavorate, braccialetti ed i tradizionali tatuaggi del Marocco.

Tra i vari incontri sinora avuti quello di domenica scorsa è stato il primo impostato su laboratori contaminanti, che attraverso il racconto anche manuale delle proprie storie, ha consentito l’intreccio dei colori delle tante diverse vite, che è fondamentale per una integrazione socio culturale che agevoli una naturale convivenza, dove la diversità diventa risorsa e humus per vivere la pace e la serenità tra i popoli.

Seguiranno altri incontri e ci piace concludere la narrazione di ciò che è accaduto il 1 Marzo, utilizzando un verbo scaturito da una felice intuizione di Don Angelo, quando è venuto a salutarci: TESSERE, non solo in senso materiale, ma una tela di relazioni, che nessuna Penelope potrà disfare, e che nel tempo potrà saldare indelebilmente l’amicizia con gli altri popoli.

 

di Marianna La Grasta e Leo Centrone, Magister della Comunità

 

 

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